lunedì 18 agosto 2008

Alcune cose da sapere sul villaggio di El Kebir (Tunisia, Valtur)










A Nuova Planetario Spa
Reggio Emilia

E p.c. a Valtur Spa
c/o Ufficio Stampa

Oggetto: soggiorno Villaggio Valtur El Kebir, 25/7 – 1/8/2008.

Faccio una premessa essenziale. Da almeno tre anni organizzo viaggi di piacere e non con l’agenzia Nuova Planetario di Reggio Emilia (sede di via Sessi) e ho sempre ricevuto un servizio puntuale e consigli utili. Motivo per cui continuerò a rivolgermi alla stessa agenzia con immutata fiducia. Ecco perché mi permetto di scrivere questa lettera (non l’ho mai fatto in passato), che si va a inserire proprio in quel rapporto cliente-agenzia sopra esposto.
Credo vi siano alcuni aspetti del Villaggio El Kebir che i prossimi clienti dovrebbero conoscere. Lo faccio in un’ottica di servizio, convinto che quanto andrò a raccontare non sia a conoscenza dei bravi agenti di viaggio della Nuova Planetario e, forse, nemmeno dei vertici di Valtur Spa.

Arrivo: le prime avvertenze.

Perfetto il viaggio aereo, così come il rispetto della tabella di marcia. Al nostro arrivo all’aeroporto di Tunisi la mia fidanzata ed io veniamo accolti, così come gli altri passeggeri partiti da Bologna, da due animatori del villaggio. Sul nostro pullman sale un ragazzo simpatico (Alessio) che durante il tragitto illustra le meraviglie della vacanza che andremo a trascorrere. Inquietanti alcuni avvertimenti: «Nelle camere non troverete telefono né frigobar perché il capovillaggio ha deciso di toglierli. Sapete, gli ospiti si divertono a lanciarli dalle finestre». E ancora: «Siate puntuali all’apertura del ristorante, altrimenti rischiate di non mangiare». E via discorrendo, sottolineando come di notte il villaggio sia una grande discoteca con «casino» fino al mattino. Alle rimostranze di una signora di Bologna, Alessio risponde: «È sicura di non aver sbagliato villaggio? Comunque stia tranquilla, vedrà che si troverà bene».

Un villaggio per giovani

Abbiamo scelto El Kebir perché ci è stato presentato come un villaggio giovane in una nazione che non avevamo ancora visitato. Anche il prezzo è stato convincente. Peccato che, una volta in loco, abbiamo toccato con mano come la classificazione Energy sia stata interpretata dal capovillaggio (di lui parleremo dopo) come Economy.
Io ho 28 anni, la mia fidanzata 29. Eravamo convinti di rientrare in pieno nella definizione di pubblico giovane. In realtà la clientela del villaggio era composta per un buon 90% da ragazzi e ragazze di 18-22 anni. Nessun problema, per carità. Ma le esigenze sono sicuramente diverse.

La (scarsa) pulizia delle camere

All’arrivo ci viene spiegato che troveremo le valigie direttamente nelle oasi (le dependance del villaggio). Ottimo servizio, peccato per il modo con cui gli inservienti hanno trascinato su marciapiedi polverosi le nostre borse, più provate da quei pochi metri che dal trattamento degli addetti ai bagagli dell’aeroporto e dal viaggio.
Le camere, descritte come semplici, sono in realtà spartane. La vera nota dolente riguarda però la pulizia: i copriletto sono impolverati e datati, le lenzuola non proprio candide, gli asciugamani emanano odori ben lontani dal sapone di Marsiglia e soprattutto i pavimenti presentano macchie, capelli, peli e polvere.

Mance alle donne delle pulizie

Nel corso della vacanza abbiamo conosciuto persone (facenti parte di quel 10% di over 22) che sono arrivate a concedere mance al personale delle pulizie con la speranza di trovare la camera in condizioni migliori. Ma con scarsi risultati.

Niente tv e frigobar

Alessio (l’animatore) aveva ragione. Niente tv né frigobar. Per fortuna c’è almeno l’aria condizionata. Troppo poco per un tre stelle.

Ristorante: tavoli da otto e servizio hostess

Troviamo discutibile la filosofia di obbligare gli ospiti a pranzare e a cenare in tavoli da otto, ma ci adattiamo dopo aver appreso che il fine ultimo è favorire la socializzazione. All’ingresso del ristorante le hostess accolgono gli ospiti e assegnano loro un tavolo. Peccato che tutto questo sia stato fatto per l’intera settimana senza tener conto dell’età dei commensali né della loro tipologia (single, gruppi di amici, coppie, ecc…). Un fattore che ha impedito, e non certo favorito, la socializzazione.

Ristorante: la maleducazione di alcuni camerieri

Prima di spedire in sala un cameriere, occorrerebbe spiegargli come comportarsi. Alla mia fidanzata è capitato di vedersi sfilare il piatto sporco da davanti prima ancora di aver ingerito l’ultimo boccone. Alle mie proteste il cameriere ha risposto dicendo che il ristorante era già chiuso (in realtà mancavano più di trenta minuti) e che se volevo altro cibo potevo alzarmi e prendere un altro piatto. Al di là dell’educazione, per problemi legati alla lingua il giovane tunisino non ha evidentemente capito il perché delle mie lamentele. A porre fine al triste teatrino ha pensato un secondo cameriere, che scusandosi con noi ha allontanato il primo.

Bar: gelato scaduto

A una ragazza è stato servito un gelato confezionato scaduto. La giovane, tale Martina di Roma, dopo aver consultato il padre avvocato ha minacciato azioni legali.

Notti da incubo

Passi per l’animazione notturna e il divertimento sfrenato, ma sentire la gente urlare nelle oasi alle 5 del mattino, essere svegliati di soprassalto e vedere (impossibile dormire) volare già dalle scale valigie e carrelli per le pulizie è decisamente troppo. Del tutto assente la vigilanza notturna. Qualcuno (rientrante in quel famoso 10% di over 22) ha provato a indurre uno dei guardiani a prestare più attenzione regalandogli pacchetti di sigarette. Anche in questo caso è stato tutto inutile. Come inutile sarebbe stato chiedere di cambiare oasi con la speranza di incrociare vicini meno rumorosi. Il problema era diffuso a tutte le oasi del villaggio.
Dulcis in fundo, l’ultima notte qualcuno si è anche divertito a lanciare sgabello e comodini dalla finestra.

Le escursioni

Nonostante la brochure e lo stesso volantino distribuito dagli addetti all’interno del villaggio pubblicizzassero la possibilità di escursioni personalizzate, la semplice richiesta di una guida per visitare la città di Biserta fuori dal tour organizzato si è scontrata con un secco «non è possibile». Abbiamo visitato la città da soli. Come da soli abbiamo trovato un taxi per raggiungere il centro cittadino. Quando ho chiesto a una ragazza della reception di chiamarmi un taxi, mi sono sentito rispondere: «Lo trova da solo fuori da villaggio, dopo aver raggiunto la strada principale». Al di là della distanza (300 metri circa), non mi è mai capitato di sentirmi rispondere così alla richiesta di un taxi, in nessun albergo/villaggio del mondo. Sul catalogo erano indicate alcune interessanti escursioni a Kairouan, a Nabeul Hammamet e a Dhugga e Bulla Regia non presenti tra le offerte della settimana.

L’animazione

Non voglio né posso esprimere giudizi, mi limito a constatare come tutte le attività degli animatori fossero rivolte ai soli giovanissimi, senza preoccuparsi di fornire una offerta adeguata anche al resto della clientela.

Il capovillaggio

E il capovillaggio? Difficile trovarlo, con i volenterosi ragazzi della reception costretti a sorbirsi al posto suo le lamentele degli ospiti – in questo caso senza distinzione d’età – per tutti i disservizi fin qui elencati.
Tra le frasi che abbiamo sentito ripetere più volte al signor Mario D’Avella una lascia a bocca aperta: «Avete sbagliato villaggio». Come se fosse normale non dormire la notte, trovare le camere sporche o avere a che fare con un’animazione ripetitiva e monotematica.

In allegato alcune fotografie scattate all’arrivo, un attimo dopo aver messo piede in camera.

Reggio Emilia, 18 agosto 2008.

Davide Bianchini
Irene Spediacci

5 commenti:

Anonimo ha detto...

SONO PIENAMENTE D'ACCORDO CON LE TUE OPINIONI SUL VILLAGGIO DI EL KEBIR. IO CI SONO STATA QUEST'ANNO DAL 21 AL 28 AGOSTO CON UN'AMICA..E LE COSE NON SONO CAMBIATE!! ANZI..!! PREMESSO CHE A NOI COME A TUTTI GLI OSPITI DI QUEL PERIODO CI è STATO VENDUTO QUESTO VILLAGGIO COME UN VILLAGGIO ENRGY, ORA IL VILLAGGIO è DIVENTATO UN MUSIC RESORTS QUINDI SE GIà L'ANNO SCORSO (QUANDO ANCORA LO ERA) NON SI POTEVA PARLARE DI UN VILLAGGIO ENERGY..FIGURATI QUEST'ANNO!! GLI ANIMATORI ERANO INESISTENTI E OLTRE A RIMORCHIARE RAGAZZE NON FACEVANO NESSUN TIPO DI ANIMAZIONE.

Davide Bianchini ha detto...

Sconsolante.
A luglio ho visto la pubblicità di El Kebir come music resort su Repubblica. Ho voluto sperare che le cose fossero migliorate, ma il tuo messaggio è molto chiaro.

Grazie per il tuo intervento.

Anonimo ha detto...

io sono tornato da...una decina di ore!
sono un ragazzo di 21 anni e confermo tutti i disagi a cui ti sei imbattuto...ti dico solo una cosa...la colpa non è certo del capovillaggio (una donna gentilissima e disponibilissima) se la tua vacanza non è stata di tuo gradimento. la colpa è dell'agenzia che ti vende un villaggio per un altro! va bene, le stanze sono sporche ecc ecc...sta di fatto che io mi sono divertito tantissimo anche senza fare danni tipo lancare oggetti dalla finestra!
consiglio? chiedi chiarimenti all'agenzia! el-kebir va bene cosi per ragazzi della nostra età!
alessandro

Davide Bianchini ha detto...

Alessandro, grazie per il tuo intervento.
Hai centrato la questione: oltre a una gestione rivedibile di pulizia e ordine, il problema evidentemente è a monte.
Il divertimento - diritto sacrosanto in un villaggio di questo tipo - non può però far passare in secondo piano aspetti importanti come l'igiene, l'educazione e il rispetto di un minimo di comfort che ci si aspetterebbe da un villaggio Valtur. Aspetti che mi hai confermato tu stesso. In una cosa hai ragione: El Kebir è un villaggio per ragazzi di 20 anni. Vendere il pacchetto a chi ne ha 30 senza avvisarlo non è corretto.

Anonimo ha detto...

mostruoso! ci sono stata nel lontano 2008...e vedo che non è cambiato nulla! Ora ogni volta che devo viaggiare controllo che il capo villaggio non sia D'Avella!